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SFORZO CONTROLLATO: COS'è, A COSA SERVE, COME FUNZIONA?
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purin

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MessaggioInviato: 17 Nov 2012 12:43:54    Oggetto:  SFORZO CONTROLLATO: COS'è, A COSA SERVE, COME FUNZIONA?
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Lo sforzo controllato è l’insieme di dispositivi meccanici, idraulici ed elettronici che permettono di sfruttare al meglio il trattore nei lavori di traino (ovviamente con attrezzi al sollevatore).

Questo perché il sistema rileva lo sforzo di traino dell’attrezzo (in diversi modi) e reagisce in maniera da mantenere costante lo sforzo di traino.
In questa maniera il trattore lavora in maniera più fluida, ma soprattutto si utilizza il sollevatore per caricare il trattore, permettendogli di scaricare a terra tutta la potenza, avendo una maggior aderenza.
Tutto il sistema parte dalla rilevazione dello sforzo, che può essere al terzo punto (si misura la reazione di spinta), alle parallele inferiori o in base al carico del motore (sistema utilizzato sui challenger, per ovviare a problemi di carico trasversale).


Attualmente quasi tutti i trattori hanno un sistema di rilevazione dello sforzo controllato alle parallele inferiori del sollevatore, anche se i primi sforzi controllati (progettati da Ferguson e da Cassani) avevano la rilevazione al terzo punto.

A seconda dei modelli e degli allestimenti, la rilevazione dello sforzo può essere di tipo completamente meccanica o elettronica (con delle celle di carico).

Lo sforzo di traino, che varia continuamente durante il lavoro, viene confrontato con un valore di riferimento (impostato dall’operatore) e quando questo viene superato, viene leggermente sollevato il sollevatore, per riportare il carico al valore impostato, quando il carico è inferiore a quello di riferimento, il sollevatore invece viene calato.
La cosa più importante dello sforzo controllato non è la capacità di mantenere costante lo sforzo, ma il fatto che si sfrutta il movimento di alzata del sollevatore (movimento molto piccolo) per avere più peso sulle ruote (cingoli) del trattore, soprattutto al retrotreno.

(CONTINUA)
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MessaggioInviato: 17 Nov 2012 12:43:54    Oggetto: Adv





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purin

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MessaggioInviato: 17 Nov 2012 12:44:47    Oggetto:  
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Per fare ciò ha particolare importanza la geometria del sollevatore (alla quale verrà dedicato un apposito capitolo), che permette di sfruttare al meglio questo carico aggiuntivo, che può essere molto maggiore di qualsiasi zavorratura, ma soprattutto che c’è solo nei momenti di effettiva necessità.

Indipendentemente dalla geometria del sollevatore (attacchi dei tre punti, distanza, inclinazione) che è poi anche molto influenzata dagli attacchi dell’attrezzo e dal sistema di funzionamento del sollevatore (meccanico o elettromeccanico) lo sforzo controllato permette di lavorare in maniera più fluida e di caricare il trattore quando necessario, per permettergli di avere la maggior aderenza possibile.

Ovviamente i vari costruttori hanno fatto scelte molto diverse per i propri sollevatori, sia come gestione dello sforzo (tempestività, velocità di alzata e discesa, step di alzata, sensibilità) sia come geometria del sollevatore, che permette di caricare più o meno la macchina, e in maniera diversa tra anteriore e posteriore.

È indubbio che ci siano Case Costruttrici che hanno fatto dello sforzo controllato un loro punto di forza, mentre altre (soprattutto americane) abbiano curato molto meno quest’aspetto (per motivi legati al diverso utilizzo della macchina, ad esempio con attrezzature trainate), ma preme ricordare che ogni Costruttore adotta una differente filosofia anche di gestione dello sforzo controllato, diverso anche per diverse serie di macchine, quindi si avranno comandi e metodi di lavoro diversi per trattori diversi, ma anche per diverse maniere di utilizzare la macchina.

(CONTINUA)

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purin

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MessaggioInviato: 17 Nov 2012 12:45:10    Oggetto:  
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Uno dei grossi limiti dello sforzo controllato sta proprio nel fatto che misuri lo sforzo che il trattore sta facendo per trainare l’attrezzo, e che quindi non riesca a tener conto dello slittamento.
Proprio per questo esiste il radar, un dispositivo elettronico, che tramite un sistema ottico (più o meno evoluto e complesso) riesca a valutare la differenza tra velocità del mezzo e delle ruote, ed eventualmente interagire con lo sforzo controllato per far lavorare al meglio la macchina: in pratica quando lo slittamento supera una soglia impostata dall’operatore il radar fa sì che il sollevatore venga leggermente sollevato, diminuendo lo sforzo di trazione e caricando la macchina, migliorando l’aderenza e permettendo quindi di superare il punto critico.


Ovviamente tutti questi sistemi hanno dei limiti, non basta un ottimo sforzo controllato per fare un buon lavoro, e comunque ci deve essere un buon dimensionamento trattore-attrezzo, ma in campo permettono di fare la differenza e di migliorare la qualità del lavoro, la produttività ed il comfort dell’operatore, in quanto il sistema lavora in maniera continua e molto più rapida di un operatore che provasse a correggere il sollevatore manualmente.

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MessaggioInviato: 17 Nov 2012 12:46:27    Oggetto:  
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mi piacerebbe che anche altri utenti portassero la loro esperienza con questo dispositivo, consigli, dubbi perplessità...

l'argomento è molto vasto e vale la pena di affrontarlo tutti assieme, io ho dato un picolo imput, ma la discussione si fa insieme..

ciao

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MessaggioInviato: 17 Nov 2012 16:52:19    Oggetto:  
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L'unica cosa che si può dire è Bravo!

Da aggiungere cè poco direi hai spiegato anche troppo bene,ho capito perfino io che non mastico molto di sollevatore quindi..complimenti Purin!

Mi auguro che posso trovare all'interno del forum qualcuno alla tua altezza per un sicuramente,costruttivo scamabio di idee...

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MessaggioInviato: 27 Nov 2012 19:23:40    Oggetto:  
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Allora io nasco su ford che ha uno se non il migliore sollevatore e quindi sforzo controllato. Nel corso degli anni ho usato Fiat e qui è disperazione; same invece nei modelli vecchi ho trovato un ottimo sollevatore nei nuovi ho un dorado e il silver che o non ci ho capito una mazza come funzionano o non valgono una benemerita.
Per dovere di cronaca La Ford è americana. Per altro dovere di cronaca il primo sollevatore a tre punti con sforzo controllato è stato fatto da Fergusone e montato su un ferguson Brown. Successivamente la David Brown tractor fu la prima a installare sulle sue trattrici il sistema selectamatic che in posizione di sforzo controllato quando avveniva la correzione dello sforzo idraulicamente la trattrice sollevava oltre che il sollevatore anche l'attrezzo servoassistito negli aratri da una ruota di profondita con comando idraulico.
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MessaggioInviato: 20 Dic 2012 23:55:16    Oggetto:  
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Penso che dal mio nome avete capito che state parlando di me stesso, ma c'è un po di confusione e qualcuno confonde il Selectamatic con Implematic.
Il sistema Selectamatic fu immmesso da Hadsfield ingegniere David Brown nel 1965 sull'ancora rosso 770, poi con l'arrivo dei bianchi ando' a servire tutti i modelli, il sistema ha il rilevamento sforzo sull'attaco terzo punto e funziona un po come tutti quelli che sono muniti di questo rilevamento, oltre questo il Selectamatic ha una leva di comando che mettendola in posizione T.C.U. da l'effetto anzi spiegato, mentre mettendola inposizione EXTERNAL va a dirigere la massima potenza del flusso olio su servizi esterni applicati al trattore, tipo caicatore frontale, retroescavatore ed altro, poi girando la leva su POSITION si ha un normale sollevatore.
Mentre il sistema con la ruota sull'aratro era per i vecchi Implematic e non sul Selectamatic, lo dice stesso la parola Iplematic significa implementa cioè attrezzo, su questi trattori vi era un pesantissimo terzo punto munito di molla interna e filo per rilevamento, ma in questo caso non trasferiva il peso dell'attrezzo sul trattore, ma andava ad azionare un pistone idraulico posto sulla ruota profondita dell'aratro facendolo alzare fino all'alleggerimento dello sforzo, ma era un costosissimo optional di questi trattori e mai nessuno fu venduto in Italia.
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MessaggioInviato: 31 Mar 2013 18:24:26    Oggetto:  
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Alessio ha scritto:
[..]
Anche io sul premium lascio acceso il controllo di profondità e poi con la rotellina la modifico come e quando voglio,il controllo dello sforzo fa un lavoro diverso.


come impostate lo sforzo controllato, ad esempio, nei lavori di aratura?

ciao

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MessaggioInviato: 31 Mar 2013 18:35:42    Oggetto:  
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Nel Premium visto il sollevatore elettronico premo il tasto dedicato e regolo la profondità dalla monopola,in quelli meccanici butto giù tutto il sollevatore e regolo poi con quella dello sforzo controllato,essendo però trattori da frutteto che rilevano al terzo punto non sono molto precisi.


il pannellino comandi:
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Ultima modifica di Alessio il 02 Apr 2013 18:39:10, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: 02 Apr 2013 17:31:58    Oggetto:  
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io con il fiat (serie 66) abbasso tutta la leva della posizione, finchè l'aratro non sprofonda oltre la massima prodondità di lavoro, poi comincio ad alzare la leva dello sforzo controllato (levetta corta) fino a quando l'aratro non tende a sollevarsi leggermente, di solito quella posizione è segnata con un pomellino a vite, anche se cambia leggermente in funzione del terreno.

una volta fatto il primo solco, ci entro e comincio l'aratura "normale": con qualche aggiustamento alla levetta dello sforzo controllato l'aratro tiene la profondità giusta anche quando esco dal solco in testata, o se ci sono cambi di pendenza..

ciao

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MessaggioInviato: 02 Apr 2013 18:41:02    Oggetto:  
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Mi son dimenticato di dire che con i frutteti non aro,lo sforzo controllato lo uso con ripuntatore o stirpatore.
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MessaggioInviato: 03 Apr 2013 21:07:23    Oggetto:  
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purin ha scritto:
io con il fiat (serie 66) abbasso tutta la leva della posizione, finchè l'aratro non sprofonda oltre la massima prodondità di lavoro, poi comincio ad alzare la leva dello sforzo controllato (levetta corta) fino a quando l'aratro non tende a sollevarsi leggermente, di solito quella posizione è segnata con un pomellino a vite, anche se cambia leggermente in funzione del terreno.

una volta fatto il primo solco, ci entro e comincio l'aratura "normale": con qualche aggiustamento alla levetta dello sforzo controllato l'aratro tiene la profondità giusta anche quando esco dal solco in testata, o se ci sono cambi di pendenza..

ciao

Praticamente la stessa procedura che adotto io con la serie 80, con il fatto che
su questa tipologia di macchine lo sforzo è alquanto penoso per non dire di peggio. Con il tempo ho raggiunto un certo compromesso nella regolazione, nel senso che la leva della posizione l'abbasso poco oltre la metà della sua corsa e quella dello sforzo la posiziono tutta indietro rispetto all'altra tra - 3 e - 1. Se poi trovo un pezzo di terreno piu' duro, un leggero colpettino a mano
aperta alla leva dello sforzo e vai.
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MessaggioInviato: 26 Apr 2013 10:26:26    Oggetto:  
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se si gira un po' in quella pagina si trovano un sacco di video interessanti.


ciao

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MessaggioInviato: 04 Mag 2013 19:49:47    Oggetto:  
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Vorrei sapere perchè quando regolo lo sforzo controllato nei mie mezzi da frutteto succede che in certi punti non rileva,cioè se non intervengo io si mette a raspare ma lo sforzo controllato non interviene devo farlo io manualmente....evidentemente cè qualcosa da rivedere nella regolazione immagino
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MessaggioInviato: 04 Mag 2013 21:54:03    Oggetto:  
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Ne avevo parlato con uno che ritengo esperto nel settore, ma le sue spiegazioni non mi avevano convinto..

Resta il fatto che tra scarsa sensibilità e grande influenza dell'inclinazione lo sforzo controllato al terzo punto non è il massimo..

Se il carico è costante e diminuisce l'aderenza o hai il radar o fai poco..

Personalmente intervengo con un tocco di lift o matic in queste situazioni, schiacci il bottoncino e si riprende alla grande..


ciao

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